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MIGUEL ENRIQUEZ intervista a cura di Stefano "Timbero"
Santini di Meetinlatino
Il nome "Miguel Enriquez" probabilmente risulta "sconosciuto" dalla maggioranza dei salseri ma il suo accattivante brano "Abre que voy" sta riscontrando un notevole successo in tutta Italia e in Europa.
ML - Ciao Miguel. Cominciamo a parlare di te e della tua formazione musicale. Come hai cominciato a cantare? Miguel - Io non ho studiato musica, mi sono formato nelle "Case della Cultura". A Cuba, nei diversi municipi ci sono queste istituzioni che si occupano di dare una formazione ai giovani talenti. Io non ho avuto la possibilità di studiare musica ma, a soli 15 anni, ho cominciato a suonare con piccoli gruppi…… ML - Quindi, ti si può definire un autodidatta! Miguel - Esatto, un autodidatta! In tutti i sensi perché l'unico mio riferimento è stata la mia famiglia, in particolare proprio mia madre che cantava in un piccolo teatro, anche se non da vera professionista. Però, proprio grazie a mia madre ho conosciuto la musica, da piccolo giocavo con la clave…ah ah ah. Tieni conto che mia madre era maestra elementare e nelle scuole cubane si impartiscono i primi rudimenti di musica ai bambini, sai… con piccoli strumenti, con la clave, le maracas. Poi ho frequentato le "Case della cultura"…come ti dicevo. Lì ho avuto degli insegnanti….poi abbiamo formato un piccolo gruppo musicale e non potevo continuare a fare entrambe le cose….ho imparato "direttamente sul campo". ML - Mi sembra che poi sei passato a gruppi più conosciuti come "Los Surik"…se non sbaglio! Miguel - Si, "Los Surik" di Las Tunas, ho cantato con loro per circa sette mesi. Prima di cantare con loro già avevo cantato con il gruppo "Fiebre Latina", formato da un gruppo di ragazzi che come me, usciva dalle "Case della cultura"…poi è diventata una grande orchestra. Eravamo sempre nella zona di Camagüey….mi sono fatto conoscere e così sono stato chiamato da "Los Surik". Poi ho cantato con "Sonido Caliente" sempre di Las Tunas. ML - Quindi, all'inizio della tua carriera hai lavorato nella provincia di Camagüey, come sei arrivato alla Habana? Miguel - Mi sono trasferito a La Habana, da solo con la mia chitarra. Sono arrivato e non conoscevo nessuno, ho dormito circa 25 giorni alla stazione. Poi mi hanno consigliato di provare a cantare sulla spiaggia. Con la mia chitarra cantavo per i turisti e mi guadagnavo la vita. Ho conosciuto dei musicisti… ML - In che anno? Prima di cantare con "Los Surik"? Miguel - No no…dopo. Era il 1993, sono arrivato a La Habana in pieno "Periodo Especial", sai di cosa parlo? ML - Si si. Miguel - E' stata un' esperienza formativa, molto importante….. ai musicisti che non hanno passato un'esperienza simile..manca qualcosa, non sono completi. Io ho fatto una dura gavetta ma mi è servita moltissimo, sono stati tempi duri… ML - Beh… proprio nel "Periodo Especial" Miguel - Un periodo molto brutto, a Cuba non si trovava niente. Io continuavo a dormire nella stazione, finche non ho risparmiato un po' di soldi e ho affittato un piccolo appartamento. Come ti dicevo, frequentando le spiagge della "Habana del Este" ho conosciuto dei musicisti che si guadagnavano la vita come me e abbiamo formato un "quartetto" di musica tradizionale, avevamo un basso, la chitarra, un tres e il bongó. Siamo andati a suonare in "Centro Habana" nella zona della cattedrale, il centro storico, Plaza de Armas…. Vivevo con quello che guadagnavo suonando per i turisti, non avevo uno stipendio fisso. Eravamo un gruppo molto valido e abbiamo "girato" molto. Poi ci ha notati un produttore francese che ci ha portato in Francia per una tournee di un mese, il mese è però diventato un anno. Abbiamo suonato in Francia, Olanda, Germania abbiamo registrato due dischi di musica tradizionale. Poi sono arrivato in Italia e sono rimasto qui, dove ho conosciuto mia moglie. ML- In che anno eravamo? Miguel - Nel 1996, ci siamo sposati dopo un anno. Ho cominciato a lavorare a Bari nel locale "Cuba Libre" quasi per un anno. Il gestore ci ha chiamati a lavorare nel suo locale e ricordo che ci ha molto sfruttati. Era un gruppo molto valido e destinato a fare grandi cose, io suonavo e facevo il direttore artistico, arrangiavo……..poi grazie a questo "signore" il gruppo si è disgregato per vari motivi che non sto ad elencare. Così ho cominciato la mia carriera solista, nel 1999 ho inciso un disco…..che è rimasto sconosciuto. ML - Ma il CD è uscito? Miguel - Si è uscito e……..ne conservo 500 copie sotto il letto!!! Ah ah ah! ML - Era un disco autoprodotto? Miguel - Si, autoprodotto. Non ha avuto successo, non perché non fosse valido... forse perché non era il periodo giusto per farlo uscire. ML- Erano pezzi inediti o musica tradizionale? Miguel - Inediti, tutti nuovi…di musica contemporanea. Ma non era il momento di fare un discorso del genere. Mi ricordo….si ascoltava la Macarena il Meneito. Avendo già avuto l'influenza della musica italiana ed europea ho voluto fare un certo tipo di disco che raccogliesse queste influenze includendo dance latina e tecno-merengue ML- Quindi non era un disco di salsa o timba Miguel - Nel disco avevo incluso quattro brani salsa e due pezzi cumbia, arrangiati in modo moderno…pompati all'europea. Era un prodotto destinato più alla discoteca…ma non ha funzionato, forse non ha avuto la giusta promozione e distribuzione. ML- Miguel, tu componi e arrangi i tuoi pezzi oltre a cantarli, vero? Miguel - Si, e curo tutta la direzione musicale del mio gruppo con il quale abbiamo fatto questo promo, sono bravi musicisti italiani. ML - Già, perché il tuo gruppo è composto da italiani e non da cubani…se non sbaglio. Miguel - Si, i musicisti italiani sono veramente bravi e puoi considerare il CD come un prodotto italiano. Io sono in Italia da sette anni e mi sento anche un po' italiano. ML - Infatti, parli benissimo la nostra lingua. Miguel - Aggiungo che sono grato all'Italia che mi ha dato ospitalità….quindi perché non sentirmi un po' italiano? Anche se non rinnego le mie radici cubane che conservo nel cuore. Sono grato alla gente italiana e particolarmente alla gente della Puglia, dove vivo e che mi ha accolto con affetto. In questi anni abbiamo fatto concerti con il gruppo, abbiamo girato e proposto le nostre cose, recentemente abbiamo deciso di fare un disco, ci siamo chiusi in studio e abbiamo registrato alcuni pezzi, alcuni già preparati… altri nati sul momento in studio. Come "Abre que voy" ….nato in studio. ML- Quali sono i musicisti cubani a cui ti ispiri e che ascolti di più? Miguel - Io ho sempre ascoltato la musica tradizionale, ti posso dire che il "Trio Matamoros" mi ha molto influenzato, Miguel Matamoros e le sue canzoni…che ho interpretato per anni. Poi Piñeiro, Beny Moré………poi il Grupo Moncada, Silvio e Pablo… ML - Silvio Rodriguez e Pablo Milanes? Miguel - Si si, poi la nuova generazione della musica cubana: Van Van, NG la Banda…..Manolito y su Trabuco. Poi sono stato molto influenzato dalla musica brasiliana che ho ascoltato moltissimo. ML- Parlaci del tuo promo….che contiene "Abre que voy", un brano che è diventato un successo. A Roma si ascolta e balla moltissimo….suppongo anche nel resto di Italia Miguel - Non solo a Roma ed in Italia….anche …in Europa. Abbiamo registrato cinque brani, tra cui un bolero-son……..che voi chiamate "bachata". Abbiamo anche inciso un brano dedicato a noi cubani che viviamo lontani dalla nostra terra. ML - Intendi "Cubano Soy"? Miguel - Proprio quello, è il brano che da il titolo al promo. "Abre que voy" è il brano che ha avuto più successo, non solo in Italia ma anche in Spagna, Francia, Svizzera, Inghilterra….è stato in testa a molte classifiche. ML - A Cuba come funziona? Miguel - A Cuba si sente molto "Cubano Soy". Sono tornato a Cuba a settembre ed è stata una grande emozione ascoltare questo brano nella "Casa della Musica", mi è venuta la pelle d'oca! ML - Lo posso immaginare, Miguel! Ma il tuo disco quando uscirà sul mercato? Miguel - All'inizio abbiamo avuto difficoltà nel trovare chi producesse il CD. Ora invece dovremmo avere un'etichetta che… ML- Italiana vero?…Puoi dirci quale? Miguel - Preferisco di no, ancora non è una cosa sicura…comunque è italiana. ML- Quanti brani sono contenuti nel CD? Miguel - Prevedo di inserire sette brani, quelli contenuti nel promo più un remix di "Abre que voy"….e forse anche un altro remix di un nuovo brano. Vorrei che uscisse a Natale…sarebbe il mio regalo di Natale per Italia. ML- In pratica il disco è un connubio Italia-Cuba!!! Tu cubano…e i musicisti italiani. Miguel - Si si….musicisti e produzione.….e credo che sarà un buon disco, spero che abbia successo. Io non ho un discografico dietro di me…ho solo la mia "voglia di fare" Sarà tutta salsa "para bailar" e un bolero-son. Nei brani che inserirò ce ne sarà uno dedicato alla "rueda de casino". Il brano è stato composto è arrangiato, devo entrare in sala di registrazione a metà dicembre. Un omaggio ai ballerini e un brano per ballare tutti insieme. ML - Ci parli del brano "Abre que voy"? Un brano riempipista…molto accattivante! Miguel - È un brano che parte subito "sparato"…..pieno di energia!! La gente lo apprezza per questo. Ho voluto dedicare la parte finale del brano ai DJ…coloro che promuovono la nostra musica. Io ho voluto rendergli un omaggio. Io dico sempre che esistono tre elementi legati tra loro: musicisti, DJ e ballerini. I musicisti fanno musica, i DJ la propongono ed i ballerini la ballano…e ne possono decretare il successo. Tre componenti importanti che necessitano uno degli altri per funzionare. ML - Per questo ti è venuto in mente di rendere omaggio ai DJ nel finale di "Abre que voy"? Miguel - Avevo appena registrato i brani e li ho fatti sentire a due miei grandi amici: i DJ Silvio Sisto e El Chapulin. Loro mi hanno detto che il brano poteva funzionare…io ho pensato di rendere omaggio a coloro che promuovono la musica, che la propongono in pista. Ho reso omaggio ai DJ che conoscevo al tempo……..forse ora non basterebbe una canzone per salutarli tutti e ringraziarli. ML - Ho sentito il promo … penso che contenga brani validi. Scommetto che non ti saresti mai aspettato che "Abre que voy" riscuotesse questo successo. Forse perché si tratta del brano più "facile". Miguel - E' vero, è una canzone nata così….metà in casa metà in studio. Io puntavo più su "Pura Fachada" invece "Abre que voy" ha avuto il successo maggiore. A Cuba ha molto successo "Cubano soy"….. ML- A me piace molto "Olvidame". Miguel - ……….mentre in Puglia si balla molto "Olvidame". E' in classifica….è un brano molto cubano…..che reputo un po' sullo stile di "Manolito y su Trabuco". ML - Qual' è il tuo parere sul futuro della musica cubana? Miguel - La musica cubana sarà sempre musica cubana, di qualità…indipendentemente dalle persone e dalle etichette che vogliono far chiudere gli occhi alla gente. Spero solo che sarà dato più spazio alla musica dal vivo…la musica suonata. Nel nord Italia e a Roma mi sembra che questo spazio si stia creando. Dalle mie parti… e nel sud Italia ancora si fanno pochi concerti. La cosa più importante però….penso sia lo scambio culturale, la musica è un linguaggio universale. Sono contento che ci siano italiani, cubani, latino americani che lavorino e suonino insieme, che facciano salsa: Banda del Puerto, Croma Latina…….lo stesso "Rubio Loco" ML- Qual è il messaggio che vuoi inviare al tuo pubblico italiano? Miguel - Gli italiani sono dei bravissimi ballerini, io vorrei continuare a scrivere canzoni per i ballerini… per farli divertire!! Mantenete viva la salsa e ascoltate la musica, soprattutto quella dal vivo. ML - Ti ringrazio per la tua disponibilità e la simpatia che oggi ci hai dimostrato, ti auguro "in bocca al lupo" per l'uscita del tuo disco. Miguel - Grazie a voi.
Intervista a Miguel Enriquez in occasione del Concerto tenutosi a The
Village il 29 novembre 2003
(Roma-Parco
De' Medici
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