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La Rumba

La rumba a Cuba è viva e appartiene a tutti, anche se ovviamente è vissuta con maggiore intensità dalla gente nera. Credo si possa dire tranquillamente che è ancora la regina dei solares,  i cortili cubani, e che nessuno resiste al suo fascino elegante o, a volte, sboccato. E’ musica della calle, non si insegna nelle scuole di musica o al conservatorio, ma c’è.

La rumba nasce negli arsenali, nei porti dell’Avana e di Matanzas e nelle zone rurali adiacenti, nelle piantagioni di canna da zucchero. All’inizio, quando la povertà non ci permetteva altro, si percuotevano casse di legno che avevano racchiuso baccalà o candele, accompagnandosi con la clave o con cucchiai.  

Tra le due zone di Cuba nasce anche una certa rivalità per una questione di supremazia nei vari generi, e sistono infatti diverse varianti di rumba; le principali sono: columbia, yambù e guaguancò.Ai tre tipi di rumba corrispondono tre tipi di danza.

La columbia ballata solo da uomini, è un ballo da virtuosi con momenti di vera acrobazia, U n buon ballerino deve essere agilissimo e avere dominio assoluto del proprio corpo. Anche la variante yambù ha le sue origini nel secolo scorso, come espressione del folclore urbano.

E’ caratterizzata da un tempo lento, da un canto melodioso e da movimenti soavi, durante i quali l’uomo, se vuole sedurre, lancia il fazzoletto per terra e poi si china a raccoglierlo con la bocca. Non è un genere molto coltivato, ma in una buona rumba arriva sempre il momento in cui il cantante attacca con questo delizioso e indimenticabile yambù:

Aè, eà, aè, eà! 
Que bueno, que bueno, aè.
Que bueno, que bueno, aè.
Avemaria Morena.

E per di più “il yambù no se vacuna!” nelle movenze del ballerino non ci deve essere nessuna allusione sessuale e pelvica, m a è il guaguancò il genere più praticato, più in voga e conosciuto.

Nel ballo di coppia del guaguancò scatta con evidenza l’erotismo insito nella rumba. Qui ogni minimo movimento, anche quello più lieve del piede o della testa, può servire per la conquista. In questo colloquio amoroso l’uomo vuole arrivare alla possessione carnale e fa un gesto, il cosidetto vacunao, che mima la penetrazione. La donna sembra volersi proteggere da tanta evidenza e si copre il sesso, ma allo stesso tempo con i suoi movimenti sensuali e aggraziati invita all’approccio.

La rumba, e soprattutto il guaguancò, è l’ancestrale danza della fertilità: un inno alla vita e al sesso. Ecco perchè, come altre manifestazioni di origine africana, è stata malvista se non proibita dalla società bianca e borghese.

Negli anni Trenta e Quaranta, dalla strada e dai solares dove rappresentava il tempo dell’ozio, la rumba sotto forme irriconoscibili e mistificate, entra nel repertorio delle big band di New York e sbarca anche a Parigi. Nasce la rumba de salòn e le coppie di ballerini con camicette piene di svolazzi variopinti, che a Cuba erano proprie del teatro locale, diventano all’estero l’etichetta turistica dell’Isola.

Più tardi la rumba esordisce nel mondo del cinema, con testi a volte in inglese.

Negli Stati Uniti sul fenomeno rumba esisteva una grande ignoranza, anche se affascinava la negritudine e la forza dei tamburi.

In Italia la rumba arriva via Usa ed è attenuta nei toni, o meglio stravolta. Così nell’immaginario collettivo la rumba diventa Silvana Mangano con il suo prorompente bacino ...

(tratto dal libro ‘Corazòn – il cuore della musica cubana di Roberta "Besito de Coco")

Gli stili della Rumba
di Rogelio Martínez Furé

L'umile negro cubano, per il suo divertimento, all'infuori da ogni contatto con la religione, creò una forma musicale con cui commentare i fatti politici e sociali che in vari modi lo colpivano. Genere cantabile e ballabile, che nei suoi diversi stili forma il complesso musicale e danzante, la Rumba serviva per fare della satira su un governante venale, commentare un tradimento amoroso, esaltare il sentimento patriottico o, tra i tanti altri argomenti, improvvisare versi profondamente surrealisti.

La Rumba fu un veicolo di liberazione e protesta contro il regime schiavista che negava loro la condizione umana e quindi contro i governi repubblicani che li relegavano ad un piano marginale. Oggi serve per cantare le grandi conquiste e trasformazioni ottenute grazie alla rivoluzione.

Mentre le classi abbienti del paese erano attratte dalle mode straniere, il negro del popolo, nei suoi solares, e impiegando gli strumenti primari che la sua economia limitata gli permetteva (cucchiai, scatole di candele, tamburi, cassetti), creava un complesso stile ritmico, profondamente cubano nella sua essenza e proiezione.

Fernando Ortiz, il grande erudito specializzato sulle origini africane presenti a Cuba, sosteneva che era possibile che la origine della rumba era Ganga; cioè che provenisse da quella etnia dell'Africa occidentale trasportata alle Antille durante il traffico negriero. Attualmente, nonostante gli elementi musicali e di danza di provenienza conga, lucumí (yoruba) e carabali sono facilmente riconoscibili, rimane difficile collocare esattamente la loro provenienza africana oltre agli elementi ispanici (lingua e a volte certi giri melodici o tipi di rima) che il negro si procurò nel suo contatto con la cultura coloniale e che ridusse ai suoi concetti musicali.

Gli stili della Rumba

Ci sono tre forme o stili principali della Rumba; il Yambú, la Columbia e il Guaguancó.

- Il Yambú ha una origine urbana e pare sia uno degli stili più antichi visto che esistono testimonianze fin dalla metà del secolo XIX. La sua aria è lenta. Si inizia con un lalaleo in coro - sillabe ripetute come in un segnale (la, la, la, la...) - chiamato Diana. Quindi il solista canta alcune strofe, che si chiamano Decimar, nonostante molte volte la struttura delle stesse non abbia niente a che vedere con la forma poetica spagnola della décima. Il coro risponde di nuovo con il lalaleo particolare e così vanno avanti, alternandosi i cori con il solista fino a che comincia il ritornello dove inizia a ballare una coppia. Il ballo è lento con movimenti cerimoniosi. Rappresenta il civettare della donna attorno all'uomo e si caratterizza perché non vi si realizza il Vacunao - movimento pelvico di significato erotico. Altro fatto degno di nota è che nello Yambú la parte di maggior sfoggio appartiene alla donna, relegando il maschio ad un secondo piano.

- Altro stile della rumba, più recente dello Yambú, è quello denominato Columbia. Generalmente è un ballo esclusivamente maschile anche se alcune donne si resero famose nell'interpretarlo. L'origine rurale di questo ballo è indubbia. Per i grandi ballerini o musicisti della Rumba "la Columbia è la campagna soprattutto quella di Matanzas"; alcuni, mostrandosi ancora più categorici, sostengono che dopo Chucho de Mena, sulla linea della ferrovia in Matanzas, c'era una frazione chiamata Columbia dove andavano gruppi di ballerini a divertirsi. Questa origine rurale la riscontriamo nei testi che, benché ispirati alle tematiche più varie sono costituiti da brevi frasi, poco pulite e con un'abbondanza di vocaboli africani, a conferma che questa umana creazione sia nata nelle piantagioni di canna da zucchero o nelle baracche dell'estrazione e lavorazione dello zucchero. La struttura della Columbia (solista-coro) è la stessa degli altri stili della rumba e presenta due parti chiaramente definite: una del solo canto; l'altra il Capetillo o parte ballata. Il Llorao (pianto) è caratteristico della Columbia e consiste in lamenti o esclamazioni piagnucolose che lancia il cantante o Gallo nel mezzo dei suoi canti. Prima del Capetillo ci sono anche i Cantos de Puya o iattanze. Arrivato il momento del ballo, alcuni partecipanti della festa chiedono permesso, con un gesto, per ballare e quindi, dopo che si sono fatti spazio tra i presenti e salutato i tamburi, ostentano la loro abilità nel ballo. Più tardi, altri ballerini li sostituiranno provando a superarli nei passi. Il gioco o lo stile dei ballerini è di "gambe e spalle". Tendono a mantenere la posizione eretta, poiché molte volte portano in equilibrio sulla testa un bicchiere o una bottiglia. In alcuni luoghi della campagna si usa ballare con in mano asce o coltelli. L'aria della Columbia "è rapida ma seduta". Uno dei tamburi, il Quinto, deve sottolineare ogni movimento fatto dai ballerini, richiedendo che il percussionista sia molto esperto per la varietà di colpi che dovrà marcare.

Il Guaguancó è di origine urbana, nel quale si narrano fatti, aneddoti in forma poetica. E' un genere eminentemente narrativo costituito a frequenti improvvisazioni. Tutti quei temi che colpiscono la vita del negro del popolo sono rimasti plasmate nei testi: la politica, la protesta sociale, il sentimento patriottico, l'amore, l'amicizia, le frustrazioni, la satira e altri. Attualmente alla parte cantata si aggrega una ballata "rumba de guaguancó" pero i vecchi sostengono che il Guaguancó propriamente detto è la parte narrativa. Nel ballo si rappresenta la persecuzione amorosa dell'uomo alla donna, desiderando Vacunarla (vaccinarla) e lei che maliziosamente prova a proteggersi dall'attacco. In questa persecuzione e fuga di profondo contenuto erotico si dimostra l'abilità nel ballo della coppia.

Oggi si è molto stilizzato il Vacunao, suggerendolo a volte con un movimento del fazzoletto e di un'altra parte del corpo.

 

 

 

Il Yambú, la Columbia e il Guaguancó si distinguono perfettamente per l'aria, i suoni e per lo stile del ballo, sono presenti nei quartieri più popolari dell'Habana e in tutta Cuba: Marianao, Regla, Guanabacoa, Matanzas, Cárdenas, Santiago, Guantánamo, etc. Altri stili della rumba sono: la Rumba del tempo di Spagna, la Reseda, la Jiribilla, la Rumba Teatral.

I cori del Guaguancó

Alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX esistevano gruppi di uomini e donne specializzate nel suonare il Guaguancó, che ricevettero il nome di Coros, e che si riunivano nei loro ambienti a perfezionare i testi e le voci dei loro canti. I differenti quartieri popolari della città dell'Habana avevano i loro Coros che rivaleggiavano tra loro nella esecuzione dei migliori Guaguancó.

El Paso Franco, Los Roncos, Los Jesuítas, etc riempirono un capitolo importante della nostra cultura tradizionale per aver dato un profilo definitivo ad una delle nostre manifestazioni musicali e danzanti più genuine.

Gli strumenti musicali

Gli strumenti musicali impiegati per suonare la rumba sono semplici: tre tamburi di toghe leggermente a forma di barile chiamati `Quinto", `Salidor` `Tres Golpes`; un paio di maracas metallica (nkembi) che porta nei polsi il suonatore del `Quinto` nella Columbia e un paio di Clave (paletti che si battono tra loro) con i quali il cantante marca il ritmo.

Comunque, generalmente nel Yambú, e qualche volta nel Guaguancó si impiegano due casse o recipienti di legno. Il piccolo, quasi sempre ottenuto da una "scatola di candele" che ha un suono più acuto e funge da Quinto; il maggiore (alcuni di questi recipienti erano quelli che contenevano il baccalà) ha un suono più grave e funge da Tumbadora: Aggregando colpi di cucchiaio, colpi nelle porte e in tutto quello che permette al negro di creare ritmo.

Rogelio Martínez Furé
Fondatore del Conjunto Folcklorico Nacional

 

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